07/05/2016 - SIMONA RAGAZZI

Sabato 7 Maggio, alle ore 18.00, inaugura presso la Sala delle Colonne del prestigioso Modern Art Museum Ca’ la Ghironda la personale di scultura di Simona Ragazzi.

Scultura ed emozioni sono le protagoniste di questa mostra dell’artista Simona Ragazzi.
Volti, figure perfettamente modellate su fogli d’argilla o scolpite nella bellezza del marmo vivono, si raccontano e interagiscono con l’osservatore svelando quella parte interiore ed emotiva dei sentimenti dell’uomo , laddove paura, serenità, rabbia, estasi non sono più emozioni private delle quali avere pudore, ma diventano protagoniste di una bellezza interiore ed esteriore tali da diventare opera d’arte.

La mostra, patrocinata dal Comune di Zola Predosa (Assessorato alla Cultura) e dalla Fondazione di Ca’ la Ghironda, avrà luogo fino al 28 maggio 2016.

Ca’ la Ghironda Modern Art Museum – Sala delle colonne
Via Leonardo da Vinci 19,
40069 – Ponte Ronca di Zola Predosa (Bo)


Ufficio Relazioni Esterne: Tel 051. 757419
info@ghironda.it
www.ghironda.it

Visite: sabato-domenica 10.00-12.00 / 15.00-18.00
gli altri giorni, visite alla mostra, previo appuntamento (lunedì chiuso)



Video "Il volto come metafora": https://youtu.be/SctnKbvHXUw
Video Inaugurazione:
Commento Prof. Francesco Martani https://youtu.be/rhGce-SB29I
La mostra: https://youtu.be/43k2EtWhM6s


IL VOLTO COME METAFORA

Una teoria che si è andata man mano sempre più ad accreditare vuole che l’Antico Testamento sia in sintonia con quanto avvalorato da alcuni studiosi e cioè che l’argilla è quella tipologia, diciamo così, di “terriccio” nobile e plasmatico che trasporta in se elementi primordiali ma riconducibili al dna della vita umana, come a voler scientificamente significare che proprio da un nucleo d’argilla, grazie al Sacro Soffio di Dio, è stata data anima e vitalità al corpo di Adamo plasmato dal Creatore e determinando, così, l’inizio dell’umanità. Una verità in fondo già percepita nella Genesi e confortata in ambiti religiosi perché così forse è giusto che sia stato.
Ma nel contempo è altrettanto fuori dubbio che nella storia dei popoli, dall’antico Egitto e dalle civiltà più arcaiche, pagane, ancor prima dell’avvento di Cristo, l’argilla ha rappresentato quel materiale semplice, riscontrabile e magico da cui si è sempre e da sempre ricavato, grazie all’applicazione di mani tecniche e sapienti, l’estetica e la funzionalità del mondo: la bellezza, ogni e soprattutto.
Se pertanto e in verità l’elemento più naturale forse al mondo con cui un artista si può facilmente cimentare per esprimere la propria creatività e la rappresentazione totale, a tutto tondo, della bellezza del creato è presente spesso intorno a noi, o addirittura è habitat naturale del nostro primordiale dna, potremmo allora altrettanto facilmente e superficialmente concludere che trattare l’argilla sia un’arte povera e popolare. E sia pur così, a noi interessa il giusto. Ma è altrettanto vero che allora se c’è maestrìa, profondità artistica, cioè, nel saper trattare la materia con quel contatto nobile e caldo tale al Sacro Soffio che all’origine è di tutte le cose, la metafora e il simbolo nel solo trattare la materia con l’abilità e la nobiltà del “tatto” artistico è la Divina conclusione.
Trattare l’argilla, composizione di terra e acqua, materia che risponde all’aria come ogni cosa in vita, plasmata dalle mani e consolidata dal fuoco, colei ed essa che racchiude pertanto i quattro elementi dell’Universo e supporta gli stati della vita, l’essenza del Creato e della dimensione energetica, il “Sheng Chi” di Colui che è in ogni dove per i Monaci Tibetani fino ai Sacri Samurai, fa dell’artista - che tratta la materia più antica ma, per quanto detto, forse anche la più Sacra al mondo - un Axaentemir dell’arte.
Per Erich Fromm “la creatività è la capacità di "vedere” e di "rispondere"”. E Simona Ragazzi è qui, lei vede e risponde, anzi rappresenta e sollecita.
La sua dimensione formale e figurativa, la bellezza e la delicatezza del suo segno ha fatto della sua scultura un pittogramma di visibilità ora e spesso facciale, ora e spesso a tutto tondo, sintetizzando sia nell’uno che nell’altro caso, la bellezza della plasticità e sacralità delle forme. I volti sono scolpiti ma essenziali e delicati, i corpi magici ed espressivi, sospesi, in sviluppo - spesso - eterei e raffinati, sintesi di immagini o evocazioni di pulsioni in sintonia con le nostre emozioni, sorrisi, tristezze, melanconie, sguardi sognanti o amorfi, raggelanti o caldi, tutti comunque simbolo di quel qualcosa che ci portiamo dentro e che ritroviamo nelle movenze magiche ed essenziali della sua arte.
E’ una sintesi, la scultura di Simona Ragazzi, che affascina e stupisce per semplicità e precisione, alta, soave, eterea, quasi, se non sospesa a metà via tra una composizione-attrazione di elementi liquidi - di quella liquidità organica tenuta assieme da un’energia vitale e catalizzante – e la plasticità di una Genesi che via via si va a comporre fino a determinare la metafora dell’opera.
Perché nelle opere di Simona Ragazzi la metafora è in una figurazione assolutamente ragguardevole per l’alta qualità del lavoro e nella rappresentazione estetica della figura, nelle sequenze originali e perfette delle “lievitazioni” oggettuali, nella sintesi finanche del colore spesso unico, solo, definito e deciso per porre fine al racconto estetico con una grammatica precisa e perentoria.
Nell’estro artistico di Simona Ragazzi è racchiusa la bellezza dell’ingegno e della tecnica, la caparbietà e il talento di colei che ha saputo coltivare l’ambizione e la pazienza di uno studio e di un’applicazione costante e ricercata per essere fra i migliori di coloro che praticano la materia e la sanno condurre a destinazione, rappresentante austera ed elegante di quanto affermasse San Francesco d’Assisi "Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani, la sua testa e il suo cuore è un artista". In queste parole somme e di grande verità sta la mia considerazione di un’artista che di arte ha tutto.

Vittorio Spampinato
Direttore di Ca’ la Ghironda – Modern Art Museum

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