21/01/2017 - “IN THE TOWER” - pittura-scultura-performance a cura di Vittorio Spampinato

MADDALENA BARLETTA - MYRIAM CAPPELLETTI
SIMONA RAGAZZI
21-31 gennaio 2017

In occasione di ArteFiera Bologna 2017, l’evento dell’arte contemporanea più atteso d’Italia, torna l’appuntamento con OPEN FOR ART Temporary Gallery: sabato 21 gennaio alle ore 17:30, ospite nelle vetrine di ArtigianArte all’interno della Torre degli Asinelli, si inaugura la mostra IN THE TOWER, con opere di MADDALENA BARLETTA, MYRIAM CAPPELLETTI e SIMONA RAGAZZI a cura di VITTORIO SPAMPINATO Direttore dell’Area Museale Cà La Ghironda di Zola Predosa.

Le 10 vetrine della Torre degli Asinelli quest’anno, per la prima volta, si vestiranno d’arte contemporanea per unire questo luogo già simbolo storico iconografico di Bologna ad ArteFiera immagine di ciò che rappresenta l’Arte oggi nel mondo.
IN THE TOWER appunto il titolo di questo evento che pone l’accento a questo monumento ricco di significato per la città di Bologna nel quale le artiste MADDALENA BARLETTA, MYRIAM CAPPELLETTI e SIMONA RAGAZZI esporranno tre vie per indagare il rapporto tra l’essere umano e la vita e interpretare il contemporaneo con poesia e delicata sensibilità.

MADDALENA BARLETTA Lo sguardo fotografico sul particolare di un’opera di un antico Maestro che legge una pergamena che si srotola, suggerisce una riflessione sullo stravolgimento dei mezzi di comunicazione che, con i nuovi canali informativi, ci permettono di entrare nel ‘’sapere’’ e che hanno completamente modificato il nostro vivere al punto che essere eternamente connessi è una normalità vissuta sin dall’adolescenza. E il libro, strumento della ‘’conoscenza’’, immagine della parola scritta e soprattutto del pensiero, perde/acquista fascino irresistibile come testimone insostituibile della nostra memoria.

MYRIAM CAPPELLETTI fa lievitare il materiale cartaceo in forma di un habitat dai molteplici contenuti pieni di richiami alla vita. Un po’ veste dai rimandi fiabeschi, un po’ specchio di personalissime esperienze, un po’ piccola arca che racchiude un vissuto, un po’ battistero simbolico pur nell’umiltà della sua architettura. Stratificazioni di carte leggere e trasparenti, antiche scritture,alfabeti improbabili, a volte ricamati su garza,segni e campiture leggere di colore, piccole foglie cucite sono le pagine del suo personalissimo diario di vita.

SIMONA RAGAZZI La sua ricerca artistica è stimolata dall’uomo, dalla sua anima, dalla sua mente, dalle sue forme. Il suo linguaggio scultoreo figurativo è chiaro, immediato, forte e simbolico. I temi scultorei “Appunti” ed “Archeologici” svolti dall’artista indagano il contemporaneo, immortalano emozioni, raccontano storie, svelano intenzioni, denunciano contraddizioni e debolezze e attraverso l’iconicità del reperto, che irrompe nell’immediatezza della contemporaneità, bloccano il tempo che diventa assoluto.
I lavori della Ragazzi svelano un alto profilo concettuale e comunicativo ed intrecciano con sensibilità e ironia le dimensioni del tempo e dello spazio.

Arte Fiera, come ogni anno, colora la notte bolognese con Art City White Night, la notte bianca dell’arte, che si terrà sabato 28 gennaio 2017. A questa serata, densa di eventi e happening dedicati all’arte OPEN FOR ART Temporary Gallery contribuirà alla Art City White Nigth con "Stàmnos”: un'installazione performativa dell’artista ELISA ZADI ideata per la Torre degli Asinelli di Bologna che avrà luogo alle ore 20 a cura di Marco Palamidessi. Lo scopo della ZADI è quello di coinvolgere Il pubblico e renderlo partecipe di una serie di azioni simboliche e iniziatiche che inducono a meditare sui valori legati alle forme, alla numerologia, ai colori e agli elementi.

Temporary Gallery OPEN FOR ART e ArtigianArte aderiscono alla serata con la consueta apertura straordinaria fino a mezzanotte.L’iniziativa è resa possibile grazie a Bologna Fiere, in collaborazione con il Comune di Bologna.

ELISA ZADI manifesta la sua poetica attraverso diversi linguaggi espressivi, come la pittura, l’installazione e la performance. Il proprio corpo è al centro della sua indagine, uno specchio contenitore di fisionomie interiori, di epifanie emozionali talvolta crude, che si traducono in visioni potenti, a tratti senza via di scampo, perché rivelano l’ascesa diretta o la tortuosa salita che i moti dell’anima intraprendono per venire alla luce. La figura umana diviene simulacro della sua essenza anche attraverso opere-vestito, frutto di una continua ricerca di materie e materiali, in cui il territorio della pittura espande i propri confini dando appunto vita a installazioni interattive e performative, dove gli spettatori diventano parte integrante e attiva dell’opera proposta.
Marco Palamidessi

L’esposizione, ad ingresso libero, rimarrà aperta al pubblico fino al 31 gennaio 2017.

OPEN FOR ART TEMPORARY GALLERY
TORRE DEGLI ASINELLI
Strada Maggiore, 2 - Bologna

“IN THE TOWER” - MADDALENA BARLETTA - MYRIAM CAPPELLETTI - SIMONA RAGAZZI .
21- 31 GENNAIO 2017
a cura di VITTORIO SPAMPINATO DIRETTORE DI CA’ LA GHIRONDA MODERN ART MUSEUM

OPENING SABATO 21A GENNAIO 2016 ORE 17:30
WHITE NIGHT: SABATO 28 GENNAIO, PERFORMANCE DI ELISA ZADI ORE 20 a cura di MARCO PALAMIDESSI

INGRESSO LIBERO
ORARI: tutti i giorni 10:00-13:00/16:00-19:00
ORARI WHITE NIGHT SABATO 28 GENNAIO: 10:00-13:00/16:00-24:00

APPROFONDIMENTI
www.maddalenabarletta.it- www.myriamcappelletti.it - www.simonaragazzi.it - www.zadielisa.it.

RINGRAZIAMENTI
Andrea Santolini, Spazio Artigianarte, Artefiera, Bologna Fiere, Comune di Bologna, CNA Bologna, , Area Museale Cà La Ghironda di Zola Predosa, Liceo Artistico Arcangeli.

CONTATTI e PRESS
Email openforart.it@gmail.com - Telefono 051 6346848 - Cellulare 339 1865352
FB : Open For Art Bologna

IN THE TOWER
Se l’arte contemporanea esprime attraverso il simbolo la verità del contenuto del messaggio che si vuol dare, cioè il gioco dell’alternanza del visibile e dell’invisibile che ci insegue fin da quando, bambini, l’attenzione dell’occhio veniva catturata dalle curiosità delle forme, dall’ambiguità delle differenze, dal contrasto o dalle dolcezze del colore che spesso fondeva l’estetica nell’informale, in questo “gioco” dell’arte, anzi delle nostre tre protagoniste, la differenza sta nella natura della creatività espressa nei loro lavori e nell’idea concettuale delle loro proposte.
Tre modi di fare arte, quello delle nostre artiste, diverso ed efficace, unite dal filo conduttore della forma e del concetto esposto all’interno di un baluardo storico di Bologna, la Torre degli Asinelli, per tanto rappresentativo dell’antico in un’arte architettonica estetica e strutturale nella sua consistenza grazie ad un evento ben architettato e di grande essenza nel messaggio.
Con la realizzazione di questo intrigante e appassionato evento d’arte di cui Simona Ragazzi, Maddalena Barletta, Myriam Cappelletti sono le tre eloquenti autrici, comunichiamo allora al mondo l’esistenza del linguaggio verbale e delle forme sintattiche ultra “legem” si potrebbe dire, con largo abuso di licenza prosaica.
Comunichiamo cioè fuori dallo schema consueto della parola, l’un l’altro e tra popoli e popoli differenti per storia e cultura, mediante il legame tra passato e presente, tra visioni e realtà, tra materia e antimateria, ma meglio forse dire “comunichiamo al mondo per comunicare comunque, e in ogni modo, che tutto è linguaggio”.
Tutto in effetti è poetica strutturale di un pentagramma visivo, percettivo ed estetico sempre muscolare, d’altronde, che si può trasmettere non solo con la voce ma anche con un uso soave o violento del gesto, della mimica cioè, così come - nel nostro pregevole caso proposto dalle artiste -, mediante l’uso del segno, del colore e della materia; oppure addirittura mediante le possenze impiantistiche delle nostre città, monumenti, palazzi, sedi, dimore che tanto plagio ancorché timore, o al contrario sicurezza, ovvero rifugio, hanno posto nei tempi, come scopo, all’idea.
E questa è storia, il presente e il passato, la nostra evoluzione, il nostro vivere e convivere all’interno di un diritto positivo e nella verità di un altrettanto diritto, quello naturale, che ci pone rispettivamente ora sistemici di un sistema, ora liberi di esistere e poi morire secondo lo scandire del tempo e dello spazio, sempre seguiti però dal “chiodo fisso” del concetto di dar vita ad un messaggio che arrivi la fuori, trasmesso, e che giunga a destinazione, che sia posto in comune: comunicare, appunto.
Così, di comunicazione viva e artistica si tratta: la Torre, sede di simbolo e metafora per natura e costituzione, e l’Arte, la bella arte delle nostre tre protagoniste posta a sigillo di una ricerca e di una proposta tra le più forti e iconiche, espressive e informali – di quell’informalismo storico che piace ai più esperti cultori che di forme e creatività ne sanno e se ne nutrono –, in un comprensorio di prodezze e richiami di ancestrale origine e sedimentazione simbolica in cui sta la nostra memoria.
Si potrebbe definire anche il gioco dei sensi, laddove la plastica tridimensione della Ragazzi pone le forme estetiche dei suoi lavori in tesi ed antitesi con se stessa e il contesto artistico generale dell’evento; ora ammicchevole con la rottura degli schemi tradizionali della forma della Cappelletti, ora sponda ai rimandi storici della Barletta.
Se il volto e le sue consunte forme poste in gioco dalla Ragazzi, celate e macerate dal tempo che logora e affanna le posture, sono simulacri della storia che fu benché nuova e attuale come allora, le pergamene sapienti della Barletta trovano motivo di rimando nella prova provata di un collegamento costante di dialettica narrativa e storica nella casa-simbolo di una Città che spende e logora le proprie energie in una quotidianità frenetica e moderna.
Laddove la Cappelletti accende il suo motivo, stratificando le memorie e i fatti del tempo nello spazio dell’imponderabile e dell’inconscio, la storia riproposta in chiave artistica dalla Ragazzi e dalla Barletta mediante una figurazione ora formale ora concettuale gioca la sua parte richiamando il malcelato desiderio di dare sempre nuova vita al bisogno incessante di dialogo, di contatto, di incontro, di rimandi, di amore per la comunione. Insomma, un attuale e affascinante dialogo culturale e artistico fra consapevolezza e creatività posto superbamente a sfida dalle tre artiste in gioco in cui è conferma che “scambiarsi informazioni è natura, tenere conto delle informazioni è cultura” (J.W. Goethe).
Vittorio Spampinato
Ca’ la Ghironda – Modern Art Museum

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